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Il Carnevale nel Salento

Tra i momenti di festa particolarmente sentiti e vivi in provincia di Lecce c’è sicuramente il Carnevale, che nel Salento ha origini antichissime. Nella tradizione cattolica si festeggia prima dell’inizio della Quaresima. Il termine Carnevale proviene dal latino “carmen levare”, che tradotto in “carne-vale” o carnasciale”, indicava il banchetto con cui ci si preparava all’abolizione della carne dalle tavole e che osservava prima dell’inizio della Quaresima, periodo dedicato all’astinenza e al digiuno. Il Carnevale ha inizio il 17 gennaio con la “fòcara di Sant'Antonio te lu fuecu”. In numerosi paesi del Salento si raccolgono fascine di ulivo e di vite per alimentare la “fòcara” (che sarebbe un grande falò) in un rituale che affonda le proprie radici nella tradizione contadina. Intorno ad essa si canta e si balla ancor oggi al ritmo della pizzica, per propiziare un anno di raccolto buono e abbondante. Davvero tanti sono i paesi che, per tradizione più o meno datata, organizzano il carnevale. Da segnalare c’è Martignano con la “morte te lu Paolinu, Ogni anno, il martedì grasso che rappresenta l’ultimo giorno di carnevale, Martignano ripropone il rito de “La morte te lu Paolinu. Paolinu Scassasassi è il simbolo del Carnevale e si contrappone alla Quaremma, simbolo della Quaresima, lo svolgimento di questo rito funebre viene segnato da varie fasi, lu consulu tradizionale banchetto che si svolge in piazza e che viene offerto alla Nina, vedova inconsolabile, ed a tutti coloro che soffrono per la perdita del caro Paolinu. “Il rito funebre” in cui il fantoccio viene portato per le vie del paese in processione tra i lamenti della Nina e di altri personaggi, è accompagnato pure da una sconquassata banda musicale. Durante il corteo, la salma si ferma nelle case e le persone del paese offrono vino o cibo. Di sera, con una grande fòcara (falò), si brucia il fantoccio che raffigura “lu Paolinu” con la collocazione su balconi e terrazzi della Quaremma, un altro fantoccio che sta a simboleggiare l’inizio della Quaresima.
Galatina, Casarano, Aradeo, Vernole, Melendugno, Corsano e Supersano, mentre il secondo in Puglia per importanza dopo Putignano è senza alcun dubbio quello di Gallipoli, in cui spicca la caratteristica maschera locale di Lu Tidoru” o “Titoru. Il Carnevale della Grecìa Salentina è invece una manifestazione che coinvolge tutti i Comuni dell’area ellenofona che partecipano con carri allegorici, gruppi mascherati, organizzati anche da ragazzi delle varie scuole. E’ finalizzato alla conservazione dell’identità culturale e linguistica dell’area in cui è vivo il griko e favorisce momenti di scambio, divertimento, socializzazione e integrazione culturale.

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